Posts tagged ‘privato’

giugno 26, 2012

Io odio

Odio l’Italia, con i suoi cazzo di politici corrotti, non riesco più a guardarli.
E mi dispiace dirlo – non vorrei risultare banale – ma NO, non è così da per tutto.
Odio l’Italia, dove tutti si lamentano che tutto va male e poi nessuno fa un cazzo.
Beh la prossima volta che qualcuno mi dice “tanto in questo paese non cambierà mai niente”, lo strozzo io con le mie mani:
uno: perché se non cambierà mai niente, allora stai zitto. Almeno eviti di inserire ulteriori parole inutili nel ciclo della comunicazione.
Due: perché più lo sento dire e più ci credo un po’ di più anche io.
Odio questa cazzo di litania di critiche inutili, sempre uguali da 150 anni a questa parte. Quelle critiche che si fanno bevendo una birra, giocando a carte e riempendo la settimana enigmistica. Ecco, la prossima volta le parole crociate falle in silenzio, grazie.
Odio la provincia italiana, dove tutti sanno tutto di tutti, ma nessuno fa un cazzo per gli altri.
Odio la chiesa cattolica, perché la sua ipocrisia pervade la società dove sono immersa. Camminiamo sopra millenni di merda papale… e mi hanno proprio stufato. Sì mi hanno stufato con le loro giornate della gioventù da cui poi le ragazze tornano tutte incinte… però noi siamo per il sesso dopo il matrimonio e senza preservativo. Infatti si sposano tutte di corsa e con i vestiti larghi, ma in chiesa.
Odio i vestiti dei preti durante la liturgia, perché mi sembrano così normali. E invece mi piacerebbe guardarli con gli stesi occhi di sdegno con cui guardo un burqua.
Odio quelli che a tavola odiano così tanto la chiesa, che poi lo zio è prete e il ragazzo di CL.

Soprattutto odio quando all’estero ti chiedono “ma come avete fatto ad avere Berlusconi?” Non lo so cazzo come abbiamo fatto! Non – lo – so!
E poi odio questi cazzo di svedesi che fanno sempre jogging: ma vatti a mangiare un torta al cioccolato con panna, invece di correre a meno 10 gradi, con quelle cazzo di scarpette fuxia e bianche. Sono brutte! Siii anche se ce le hanno tutti: sono proprio brutte! Ed è ancora peggio quando ci abbini la maglietta fuxia con il pantalone elasticizzato nero. Ti prego almeno vacci a correre e non a fare la spesa.
Dico, va bene, fa freddo, ma non si può mica sempre andare in giro vestiti come se fossimo in settimana bianca. Ok, forse io sembra che devo uscire a New York e invece sono a Lulea… ma un po’ di stile! (che non ha nulla in comune con l’essere hipster).
Odio quando ti guardano con quell’aria convinti di vivere nel paese con il migliore sistema del mondo. Certo se lo compari all’Italia! Ti piace vincere facile!
E odio il fatto che un po’ mi vergogno a raccontare come funziona il sistema italiano. Perché in Italia c’è un sistema? No, c’è solo un accozzaglia di regole, una cifra di politici corrotti e un sacco di gente, che nonostante tutto, si fa un culo così.
Odio soprattutto quando mi guardano con un’aria quasi di pena perché non vorrebbero trovarsi nella mia situazione: la giovane italiana allo sbaraglio!
Per la prima volta comprendo i sud americani, gli africani, gli arabi e mi viene voglia di darmi un calcio in culo da sola, povera occidentale che pensava di dover andare a salvare qualcuno. Beh, non c’è nessuno da salvare in sud America così come nel sud dell’Europa. Al massimo c’è qualcuno con cui lavorare, con cui condividere, con cui collaborare… quindi scendi da quel cazzo di scalino, che a me di fare la nazionalista proprio non mi interessa, ma di certo non mi lascio guardare dall’alto in basso…
… ah ok, non è colpa vostra, è che siete proprio più alti di almeno 20 cm…
E comunque odio le bionde che si tingono di nero con la ricrescita rossiccia, perché mi fanno pensare a tutte le bionde tinte italiane… almeno io sono castana: l’ho sempre saputo che è meglio stare nel mezzo… e che tingersi i capelli non serve a niente, tanto la ricrescita ti frega sempre!

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giugno 4, 2012

#IoMerito

Io merito un’educazione migliore, dove non solo uno studente per scuola abbia accesso ad una borsa di studio per l’università.
Io merito un sistema educativo migliore, dove le riforme non si facciano sempre a costo zero.
Io merito una cultura accessibile, e non solo allo “studente dell’anno”.
Io merito un università che mi permetta di rimanere in corso grazie a delle strutture adeguate, e non solo che faccia laureare “i migliori” un anno in anticipo.
Io merito dei dottorati pagati, e non semplicemente il permesso di finire un anno prima.
Io merito delle università internazionali, che si ottengono pagando i ricercatori, sviluppando la ricerca, migliorando i dottorati, e non a forza di decreti legge.
Io merito un buon orientamento al lavoro, esattamente come “i migliori” laureati.

PS: se il ministro Passera non lo sapesse i test di orientamento sono già obbligatori in tutte le università del regno, da quando li ha istituiti Mussi.

maggio 19, 2012

In Bilico

Tra pubblico e privato

Sono cresciuta pensando di avere alcune piccole sicurezze su cui poter contare.
Sono cresciuta nella sicurezza economica e sentimentale della mia famiglia, pensando che tutto sarebbe sempre stato così.
Ma piano piano che la sicurezza sentimentale si sgretolava, ho compreso che anche la mia sicurezza economica, se slegata dalla mia famiglia, non era poi più così sicura.
Siamo nati in ospedali pubblici, abbiamo frequentato scuole pubbliche, con il tempo pieno o meno, siamo andati nei licei pubblici, perché le scuole private erano per chi non aveva voglia di studiare.
Abbiamo pensato a noi stessi da vecchi con una pensione, e magari con una casa di proprietà comprata dopo anni di sforzi, con la sicurezza di poter essere curati gratuitamente.

Ma piano piano che crescevamo tutto questo si è sgretolato lentamente sotto i nostri stessi piedi. Finché arrivati all’università già camminavamo in bilico tra università pubbliche e private, tra corsi di lingua a pagamento ed Erasmus realizzati con l’aiuto delle proprie famiglie. Finché finita l’università, nel frattempo completamente distrutta e pauperizzata da anni di tagli e disinvestimento, mi rendo conto che non c’è più nulla di quelle piccole sicurezze su cui pensavo di poter contare (si forse sono un po’ lenta a realizzare le cose!).

Per i più fortunati c’è la famiglia che può dare una mano, con tutte le difficoltà e restrizioni che questo comporta, per tutti comunque c’è sempre il mercato! Una meravigliosa bestia dove per strane regole del gioco capita sempre di non vincere, ma comunque bisogna rimanere convinti di poter giocare liberamente!
Dal vivere in equilibrio tra pubblico e privato, ci ritroviamo a vivere in una parodia del pubblico, dove questa parola è diventata sinonimo di mal funzionamento, corruzione, abbandono e una – se possibile –ancor peggiore parodia del privato – un esempio su tutti la privatizzazione di Trenitalia! (Ok. Era troppo banale!)
Nel frattempo, mentre noi proviamo a saltare da un lato all’altro con grande difficoltà, intorno a noi non si parla d’altro che della necessità di tagliare, ridimensionare, eliminare.
Non ci sono alternative: bisogna riformare le pensioni – e tu salti dall’altro lato e pensi alla pensione integrativa che ti avevano proposto in banca e capisci perché -rendere il lavoro flessibile – saltando dallo stage la mattina al servizio civile il pomeriggi pensi: più di così?! – bisogna diminuire la spesa sanitaria –salti ancora guardi nel portafoglio e dici: le analisi il prossimo mese: stasera voglio una birra! – tagliare la cassa integrazione- rimani in bilico e pensi a tuo zio “esodato” – ridurre il contributo per la disoccupazione – quasi hai perso l’equilibrio…e chi la prende la disoccupazione in Italia?!
Ma grazie alle lacrime tecniche ci sarà la crescita! Fidatevi gente! Credete nella crescita e la crescita ci sarà!
Sono ancora in bilico… per fortuna che ho fatto pattinaggio artistico da piccola… aiuta a mantenere l’equilibrio…
Ancora mi chiedono ma tu cosa vorresti fare dopo questo stage?… Io non rispondo… anche se ho già fatto domanda per un altro stage…

Nel frattempo la casa di proprietà l’ho dimenticata, la famiglia felice pure, la vecchiaia con la pensione per ora mi è passata di mente… certo ho ancora problemi a scordarmi di sanità, università, scuola… un contributo per i periodi di non lavoro…
… ma da quando c’è la disoccupazione in Italia?!

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