Posts tagged ‘comune’

giugno 15, 2012

Vivere nella crisi

Prendo il caffè e lo spread vola sopra i 500 punti,
compro il giornale con gli annunci di lavoro mentre varano la peggior riforma a riguardo,
mi concedo un cornetto per rincuorarmi mentre la Spagna riceve aiuti a fondo perduto per non far crollare il proprio sistema bancario,
sul tram la Grecia brucia, scendo e ci sono già le seconde elezioni,
vado a lezione mentre l’Irlanda tenta di non far scoppiare l’ennesima bolla immobiliare,
mi fumo una sigaretta mentre Obama dichiara che non c’è mai stata così tanta disoccupazione dalla Grande Depressione,
faccio il turno in biblioteca e scoppia la primavera araba,
mentre tento di trovare i libri l’Egitto non riesce a liberarsi dalla giunta militare,
provo a studiare e la Germania continua a parlare di austerity,
ci rinuncio, vado a fare l’aperitivo mentre migliaia di spagnoli occupano le piazze
basta torno a casa quando irrompe occupy wall street,
mi metto a letto ma migliaia di persone scendono in piazza contro tutto questo…
mi sa che non si può proprio dormire, né si può fare finta di avere una vita normale…
La crisi irrompe nelle nostre vite…

Ps: per lo meno la noia l’abbiamo lasciata ai momenti di prosperità

maggio 19, 2012

In Bilico

Tra pubblico e privato

Sono cresciuta pensando di avere alcune piccole sicurezze su cui poter contare.
Sono cresciuta nella sicurezza economica e sentimentale della mia famiglia, pensando che tutto sarebbe sempre stato così.
Ma piano piano che la sicurezza sentimentale si sgretolava, ho compreso che anche la mia sicurezza economica, se slegata dalla mia famiglia, non era poi più così sicura.
Siamo nati in ospedali pubblici, abbiamo frequentato scuole pubbliche, con il tempo pieno o meno, siamo andati nei licei pubblici, perché le scuole private erano per chi non aveva voglia di studiare.
Abbiamo pensato a noi stessi da vecchi con una pensione, e magari con una casa di proprietà comprata dopo anni di sforzi, con la sicurezza di poter essere curati gratuitamente.

Ma piano piano che crescevamo tutto questo si è sgretolato lentamente sotto i nostri stessi piedi. Finché arrivati all’università già camminavamo in bilico tra università pubbliche e private, tra corsi di lingua a pagamento ed Erasmus realizzati con l’aiuto delle proprie famiglie. Finché finita l’università, nel frattempo completamente distrutta e pauperizzata da anni di tagli e disinvestimento, mi rendo conto che non c’è più nulla di quelle piccole sicurezze su cui pensavo di poter contare (si forse sono un po’ lenta a realizzare le cose!).

Per i più fortunati c’è la famiglia che può dare una mano, con tutte le difficoltà e restrizioni che questo comporta, per tutti comunque c’è sempre il mercato! Una meravigliosa bestia dove per strane regole del gioco capita sempre di non vincere, ma comunque bisogna rimanere convinti di poter giocare liberamente!
Dal vivere in equilibrio tra pubblico e privato, ci ritroviamo a vivere in una parodia del pubblico, dove questa parola è diventata sinonimo di mal funzionamento, corruzione, abbandono e una – se possibile –ancor peggiore parodia del privato – un esempio su tutti la privatizzazione di Trenitalia! (Ok. Era troppo banale!)
Nel frattempo, mentre noi proviamo a saltare da un lato all’altro con grande difficoltà, intorno a noi non si parla d’altro che della necessità di tagliare, ridimensionare, eliminare.
Non ci sono alternative: bisogna riformare le pensioni – e tu salti dall’altro lato e pensi alla pensione integrativa che ti avevano proposto in banca e capisci perché -rendere il lavoro flessibile – saltando dallo stage la mattina al servizio civile il pomeriggi pensi: più di così?! – bisogna diminuire la spesa sanitaria –salti ancora guardi nel portafoglio e dici: le analisi il prossimo mese: stasera voglio una birra! – tagliare la cassa integrazione- rimani in bilico e pensi a tuo zio “esodato” – ridurre il contributo per la disoccupazione – quasi hai perso l’equilibrio…e chi la prende la disoccupazione in Italia?!
Ma grazie alle lacrime tecniche ci sarà la crescita! Fidatevi gente! Credete nella crescita e la crescita ci sarà!
Sono ancora in bilico… per fortuna che ho fatto pattinaggio artistico da piccola… aiuta a mantenere l’equilibrio…
Ancora mi chiedono ma tu cosa vorresti fare dopo questo stage?… Io non rispondo… anche se ho già fatto domanda per un altro stage…

Nel frattempo la casa di proprietà l’ho dimenticata, la famiglia felice pure, la vecchiaia con la pensione per ora mi è passata di mente… certo ho ancora problemi a scordarmi di sanità, università, scuola… un contributo per i periodi di non lavoro…
… ma da quando c’è la disoccupazione in Italia?!

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