Archive for ‘femminismi’

agosto 5, 2012

Fuck Bikini

Ed ecco che arriva l’estate…
Con l’estate il caldo, con il caldo il mare.
E con il mare i costumi!
Se c’è una cosa che odio sono i costumi da bagno.
Ora mi chiedo ma perché se i reggiseni – Tutti – hanno le spalline che passano sulle spalle (si chiamano così per evidente motivo), i costumi invece si devono legare – Tutti – dietro al collo?
Ora certo, è vero, i costumi taglia 54, quelli per mia nonna, non seguono questa regola.
Ma perché se tutto l’anno sono comoda portando delle meravigliose spalline, d’estate devo far ricadere tutto il peso delle mie tette sul collo?
Certo, sono sicura che tutte le piatte, chi porta a malapena una seconda e chi si è rifatta le tette non ha di questi problemi.
Certo, capisco anche che la moda ha deciso che dobbiamo portare tutte la 38.
Ma insomma la realtà è ben diversa dai manichini in vetrina (che sono stati evidentemente sottoposti a cura dimagrante negli ultimi anni).
Ora non so come dire ma io – anche nei miei momenti migliori, cioè quando ho sfiorato la 42 e nei miei momenti peggiori cioè quando ho superato la 46 – non ho mai avuto meno della quarta abbondante!
Ciò significa che non rientro nemmeno un po’ nello stile di bellezza acclamato da passerelle e manichini.
Magra, scheletrica e con le gambe storte (ecco al massimo le gambe storte, ma si notano poco grazie alla curve).
Capisco “le magre per natura” si… quelle che poi mangiano anche le pannocchie con coltello e forchetta… non mangiano il gelato o il cioccolato perché non gli piace… ma dai si chiamano disturbi alimentari quelli… come fa a non piacerti il cioccolato!
Ma comunque torniamo a noi abbondanti di seno ma non per forza una XXXXL di culo: l’estate è una tortura a cui il capitalismo ha deciso di sottoporci tramite un immagine femminile inarrivabile.
Quindi fioccano shorts giro culo, magliette senza bretelle, vestitini che non sai mai se definire magliette un po’ lunghe o effettivamente vestiti. Svanisce tutto ciò che è indossabile e rimangono solo piccoli straccetti bianchi, o vestiti a fiori che non faresti indossare nemmeno alla tua peggior nemica!
Ok, vi odio perché potete comprare i costumi a qualsiasi bancarella, mentre io il primo giorno di saldi mi catapulto nei miei tre negozi per trovare il costume estivo, dato che sono gli unici dotati di elastico e di completi scomponibili.
Mi chiedo ma perché anche andare al mare deve diventare una tortura?
Cioè dai anche la spiaggia dei fattoni a Torvaianica ora è popolata da palestrati coatti e tatuati!
Così le nuove figure sociali del finanzacapitalismo sembrano più la Biscia e la GattaMorta che altro!
La Biscia: animale maschile, nonostante le apparenze (ceretta e slippino), è difficile da afferrare perché troppo unto dall’olio solare, che con determinazione continua a spruzzarsi tutto il giorno senza alcun problema sotto il sole di mezzogiorno.
La GattaMorta: è quella già abbronzata a febbraio, ma la sua particolarità – estiva come invernale – è quella di non dire mai un cazzo ma rimorchiare sempre tutti, mentre tu che hai parlato con tutti non rimorchi mai un cazzo.
La mia lotta anticapitalista contro i bikini anche quest’anno verrà portata avanti con grande coraggio e perseveranza, silenziosamente e senza più pianti isterici da adolescente in crisi, troverò qualcosa da indossare, orgogliosa di buchetti della cellulite e maniglie dell’amore.
Come ogni lotta so che non sarà solitaria e troverò le mie compagne sulla strada ed insieme costruiremo un fronte di liberazione più che nazionale contro immagini plastificate, modellini troppo magri e costumi inutilizzabili!
La libertà passa anche da qui: Fuck Bikini!

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maggio 23, 2012

I nostri diritti per la vita

Il 23 maggio 1978 è stata approvata la legge 194. Legge che depenalizza l’aborto in Italia.
La settimana scorsa a Roma si è tenuta la marcia del “movimento per la vita”.
A guardare le foto di quel corteo ti chiedi se veramente qualcuno ci creda. Insomma sono sempre nani, fasci (ripuliti o meno) e preti con le loro ballerine di corte (che giustamente non partecipano se non pagate).
Non so cosa mi fa irritare di più. Il fatto che qualche politico fallito utilizzi le idee di qualche fondamentalista cattolico (eh si! Perché i fondamentalisti non sono solo islamici) per provare a ridare vita al proprio partito in via di decomposizione. O forse proprio il fatto che ci sia qualcuno che ancora oggi voglia rendere l’aborto illegale… fermo restando che poi è sempre il primo a puntare il dito contro gli estremismi degli altri.
Guarda gli islamici come trattano le donne…
Perché il “movimento per la vita” che idea ha delle donne? Una donna che non può decidere come poter dare al mondo una vita.
Quali donne dovremmo essere?
In Italia la pillola del giorno dopo non può essere farmaco da banco – quella dei 5 giorni dopo non la vogliono nemmeno far entrare in commercio – la pillola abortiva è utilizzata in maniera, a dir poco, residuale.
Non esiste educazione sessuale – i contracettivi sono a pagamento e sono troppo cari – per vedere un ginecologo in tempi ragionevoli devi fare una visita privata – i consultori, se va bene, sono aperti 2 giorni a settimana e sono strutture abbandonate a sé stesse.
Le donne vengono pagate meno, studiano di più, ma fanno più fatica a trovare lavoro. Così tantissime hanno anche smesso di cercarlo un lavoro, oppure lo hanno lasciato dopo il primo figlio.
In Italia si moltiplicano i casi di omicidi e violenze efferate sulle donne da parte di familiari stretti. Contro questa piaga sociale viene, al massimo, firmato qualche lodevole appello.

Abbiamo diritto di scegliere.
Abbiamo diritto di avere dei figli, ma per questo non gravare sui nonni e non rimanere disoccupate.
Abbiamo diritto di non avere quel figlio e rimanere con le nostre tristi lacrime per quella scelta.
Ma questa scelta è nostra, bagnata del nostro dolore e nessuno ce la potrà mai più togliere.
Se volete “lottare per la vita”, cercate almeno di non calpestarla.

 

marzo 7, 2011

Roma 8 marzo – Take back our life, now!

Verso il corteo notturno dell’8 marzo

L’ 8 marzo è un giorno vuoto, che si divide, oramai, tra i baci perugina con le frasi scritte da Moccia, e le mimose, ma dato che già sono sbocciate e bellissime sugli alberi, arriveranno sfiorite per quei giorni.
L’8 marzo quest’anno però arriva dopo una grande giornata come quella del 13 febbraio in piazza del popolo. Quel giorno siamo scese in piazza contro il moralismo della sinistra e la doppia morale imperante della destra, siamo scese in piazza per chiedere pieni diritti per le ragazze, le studentesse, le precarie, le lavoratrici, le disoccupate che vivono in Italia. Lo abbiamo fatto guardando alle piazze tunisine, egiziane, libiche, dove donne e uomini come noi, stanno costruendo il loro futuro di libertà e diritti anche al prezzo della loro stessa vita.
Oggi in Italia essere donna, più o meno giovane, non è poi così facile.
Studiamo ma siamo destinate alla precarietà. La precarietà ci impedisce di fare qualsiasi previsione e programma sulla nostra vita. E per questa condizione di vita oramai diffusa non è mai stata organizzata nessuna politica sociale credibile.
Anzi oggi in Italia non avviene altro se non la distruzione delle politiche sociali: sanità, servizi sociali, pubblica istruzione…che in concreto significa: pochi servizi sanitari di prossimità, grandi ospedali scadenti, scuole e università abbandonate a se stesse, servizi sul territorio inesistenti.
Ci si affretta tanto a parlare di famiglia e maternità in vista di questa giornata, da una parte Berlusconi difende la santa famiglia e giura che finchè ci sarà lui nessuna coppia gay mai si sposerà e nessun single mai adotterà. La sinistra già munita di bandiera nazionale, in vista della festa dell’unità d’Italia, difende i diritti delle donne italiane e di tutte le altre non si ricorda di parlare.
E così, per l’ennesima volta, si dimentica la diversità che piano piano sta emergendo, anche dalla nostra società. Una diversità che parla di single, di famiglie divorziate, risposate, riseparate, di coppie miste, di coppie gay, di coppie di altre religioni, di bambini di tutte le nazionalità, di trans, di coppie di fatto…di persone che desiderano una vita migliore in questo paese.
Forse un giorno vorremo dei figli…
li vorremo mandare in scuole pubbliche e trovare posto negli asili nido. Vorremo trovare e mantenere un lavoro nel momento in cui saremo incinte. Vorremo avere il diritto alla maternità pagata. Vorremo avere la possibilità di dargli una vita degna.
Ma vogliamo anche avere il diritto di non rimanere incinte, vogliamo un educazione sessuale, vogliamo dei contraccettivi a prezzi ragionevoli, vogliamo non avere problemi per avere la pillola del giorno dopo, vogliamo che la legge sull’aborto venga rispettata e la Ru486 venga utilizzata.
Vogliamo che i medici per fare carriera non si debbano per forza dichiarare anti-abortisti.
L’8 marzo saremo di nuovo nelle strade di Roma, perchè non possono avvenire 4 stupri in 15 giorni, perchè Alemanno, o chi per lui, devono smetterla di fare campagna elettorale sui nostri corpi e sui nostri timori. Saremo in piazza perchè è inimagginabile e intollerabile essere portate in caserma per accertamenti, arresti o quant altro ed essere stuprate.
Saremo in piazza in tante e tutte insieme perchè la notte non vogliamo più avere paura quando torniamo a casa da sole.
Saremo in piazza perchè siamo stufe delle Ruby, delle D’Addario, delle Noemi…la nostra vita è così diversa, non sogniamo di fare le letterine, le vallette o andare al grande fratello, i nostri problemi sono altri ed importanti eppure nessuno ne parla.
Il vento di primavera è forte ed arriva direttamente dal sud del Mediterraneo, dove tante donne, tanto diverse da noi sono scese in piazza. Con le loro rivoluzioni nel cuore saremo in piazza l’8 marzo, perchè essere donne non è molto facile, ma forse è molto bello!

Anomalia Sapienza :: InfoSex/Esc

febbraio 8, 2011

Red is our colour

 

Open Letter towards the women demonstration of 13th February

Freely insipered by the chat with infosex

I’m a girl, we are the girls of this Berlusconian Italy. We grew up with ‘Non e’ la RAI’ and ‘Beverly Hills’, the TV programmes that somewhat moulded the aesthetic models we carry with us. We wear bras, I wear a bra, wax my legs, and use nail varnish sometimes. Not many years separate us from the girls of the nights at Berlusconi’s residence. But one thing we have in common: we have nothing. We have no job but studied for years to have one. We have no guarantees and would like, at least once in a while, to work with dignity.
But the escorts of the Bunga parties are not the same in some respects: I don’t have the desire, when I come across any important person, to throw my tits in their face. I don’t want to wiggle my bum cheeks on television between one satirical news item and the next. I wouldn’t like to be considered as being stupid when, like the escorts, I am actually intelligent and smart.
As a generation, we have nothing. We will not own a house, unless our parents buy us one, and not everyone can. Maybe we will have children, but it’s hard to think of how we’d maintain them. We don’t know what we’ll do when our parents will become ill.
Despite all these uncertainties, I don’t want to put my body in the hands of three 70 year old men. Despite all my and our lack of power, I don’t want to entrust my whole future to the hands of three oldies only because I’m good at stripping … and trust us, after all the TV we’ve watched, we are all good at taking our clothes off. I decided to build my future in the chanting squares of this country, not in the closed palaces where none knows what’s happening, be them theParliament of the Republic or Berlusconi’s private villa.
I, we, are young, we are girls, we are nice, we are beautiful: but we are not your escorts.
Despite the debasement you got us used to, we don’t want to adequate to your ‘normality’, we don’t want to be mediocre. We don’t want to sell our intelligence for 1,000, 2,000 or 5,000 Euros, or paid accomodation, and live under blackmail clasping a Gucci bag. But we don’t even want to get used to a life of privations between an internship for 500 and a part-time job for 800 Euros a month held onto a fake Gucci bag.
We want to build our relations in a new, beautiful and equal way. We want to enjoy ourselves, we want excitement and pleasure: but as equals, not subalterns. We are fed up with being treated as idiots because we are girls, we are fed up of being seen as a bore when we speak up. As girls we are fully aware of ourselves and the power of our bodies. We are young and beautiful, and we are not your escorts. All our vitality allows us to entertain relations that are different from those experienced and told by this Berlusconian Italy and its moralist Left.

febbraio 8, 2011

Affinità e divergenze fra le escort e noi

Lettera aperta verso il 13 febbraio

Liberamente tratto dalle chiacchere di Infosex

Sono una ragazza, siamo le ragazze, di questa Italia berlusconiana.
Siamo cresciute con Non è la rai e Beverly hills, questi programmi in qualche modo hanno plasmato i modelli estetici che ci portiamo dietro. Ci mettiamo i reggiseni, mi metto il reggiseno, faccio la ceretta, vado dall’estetista, e ogni tanto metto anche lo smalto…
Tra me, tra noi, e le ragazze delle notti di Arcore, non passano molti anni. Ho una cosa in comune con loro: non abbiamo nulla. Non abbiamo un lavoro, ma abbiamo studiato tanto per averlo. Non abbiamo garanzie, e vorremo, almeno ogni tanto, lavorare in modo dignitoso.
Però con le escort delle feste del Bunga bunga ho delle cose che non sono in comune. Non ho voglia di spiattellare le mie tette in faccia a tutte le persone che sono importanti. Non ho voglia di mostrare il mio culo negli stacchetti di Striscia la notizia. Non ho voglia di essere considerata una stupida, quando invece sono intelligente e furba, proprio come le escort.
Non abbiamo nulla come generazione. Non avremo una casa di proprietà, se non ce la comprano i nostri genitori, e non tutti possono. Avremo forse dei figli, ma è difficile oggi immaginare come mantenerli. Non sappiamo cosa faremo quando i nostri genitori si ammaleranno.
Nonostante tutte queste incertezze non voglio mettere il mio corpo in mano a 3 settantenni. Nonostante tutte le mie, le nostre, incapacità non voglio affidare a 3 vecchi il mio futuro, solo perché sono brava a spogliarmi…e fidatevi che dopo tutta la televisione che abbiamo visto, siamo tutte brave a spogliarci.
Io il mio futuro ho deciso di costruirlo nelle piazze urlanti di questo paese, non nei palazzi chiusi dove non si sa bene che cosa accade, che essi siano il parlamento della Repubblica o la villa privata di Berlusconi.
Io, noi, siamo giovani, siamo ragazze, siamo carine, siamo belle: ma non siamo le vostre escort.
Nonostante la bassezza a cui ci avete abituato, noi non vogliamo adeguarci alla vostra “normalità”, noi non vogliamo essere mediocri. Non vogliamo vendere la nostra intelligenza per avere 1000, 2000 o 5000 euro, o una casa pagata, per rimanere comunque sotto ricatto ma con una borsa di Gucci. Ma non vogliamo nemmeno abituarci ad una vita di stenti tra stage a 500 euro o part-time di 800 euro al mese, ed una finta borsa di Gucci.
Abbiamo voglia di costruire le nostre relazioni in modo nuovo, bello ed egualitario. Abbiamo voglia di divertirci, eccitarci, godere: ma vogliamo farlo alla pari, senza alcuna subalternità. Siamo stufe di essere considerate sceme perché ragazze, siamo stufe di essere considerate pallose perché parliamo.
Siamo delle ragazze, abbiamo la piena consapevolezza di noi stesse e della potenza dei nostri corpi. Siamo giovani belle e non siamo le vostre escort. Tutta la nostra vitalità ci fa vivere delle relazioni diverse da quelle vissute e raccontante da questa Italia berlusconiana e dalla sua sinistra che fa la moralista.

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