La guerra dei choosy

Quella della Fornero è oramai una guerra aperta, e la ministra non ha paura di sferrare colpi bassi a ripetizione.
“E’ l’occupazione che va valorizzata non l’attaccamento, qualche volta esasperato, tra il lavoratore e il suo posto di lavoro”.
“Il posto fisso per tutti è un’illusione”.
“Non ci hanno chiamato a distribuire caramelle”.
“L’Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per 9 mesi l’anno e con un reddito base la gente si adagerebbe, si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro”.
Ed infine giovani non siate Choosy: adeguatevi ai posti di lavoro che vi vengono proposti.

A chi è rivolta questa guerra? Contro chi scaglia le proprie armi la ministra Fornero? Tra i suoi preferiti si sa ci sono i lavoratori del pubblico impiego e i dipendenti a tempo indeterminato, figure privilegiate e anacronostiche secondo il leitmotif governativo – anche se sono tra i più colpiti dall’aumento delle tasse, dai tagli ai servizi pubblici e dalla riforma delle pensioni.
Ma il punjiball della ministra sono sicuramente i giovani e gli studenti universitari.
Noi che siamo così choosy da non voler accettare i primi posti di lavoro che ci vengono proposti, noi che ancora pensiamo di rifiutare i contratti precari, noi che abbiamo ancora il coraggio di pensare che l’università dovrebbe migliorare le nostre condizioni di partenza.
Beh cari ragazzi, la Fornero continua incessantemente a dirci che cosi non va!
La dobbiamo smettere di rifiutare lavori pagati 3\4 euro l’ora: il mercato ha bisogno di noi!
La dobbiamo smettere di richiedere orari di lavoro di 8 ore: il mercato lavora 24 ore su 24 bisogna adeguarsi!
La dobbiamo smettere di richiedere diritti: il mercato ha solo doveri (almeno per noi)!
E se vogliamo dare la colpa a qualcuno: non è colpa della classe imprenditoriale, non è colpa della classe politica, non è colpa di un sistema di privilegi e di corporazioni, e sicuramente non è colpa del governo tecnico. No! E’ colpa dei nostri genitori! La generazione del ’68 che ha rovinato l’Italia, che ha costruito una società ineguale dove diritti per tutti hanno bloccato il lavoro e l’educazione. E’ colpa dei nostri genitori che ci hanno viziato troppo e non ci hanno insegnato ad essere indipendenti e cogliere le (grandi) opportunità al volo. E’ colpa delle mamme italiane che terrebbero i figli sempre a casa, è colpa della cucina troppo buona, del sole troppo caldo, del caffè sempre pronto la mattina. E’ colpa della famiglia italiana – che però torna sempre utile anche al governo quando taglia il welfare e la sanità pubblica.

Cara Ministra, in questa guerra noi siamo sicuramente sotto attacco.
Ma queste armi sono spuntate.
La sua retorica cerca di costruire finti modelli del giovane italiano medio: il bamboccione che preferisce stare a casa invece di rendersi indipendente anche facendo lavori umili.
Oltre che essere smentita dai numeri (rapportogiovani.it), è smentita dai fatti e dalle nostre vite.
In ogni caso continuerò a rifiutare lavori per 3 euro l’ora, dove non è richiesta alcuna delle mie competenze per le quali ho tanto studiato, continuerò a richiedere che il contratto nazionale di lavoro venga applicato anche a me che sono giovane, continuerò a non accettare straordinari pagati come le ore ordinarie, continuerò a lottare per il mio diritto alla maternità.
Se questo significa essere choosy… allora sono troppo Choosy!

2 commenti to “La guerra dei choosy”

  1. Che dire.. io credo che noi giovani DOBBIAMO essere choosy. E’ proprio l’accontentarsi di lavori a 3 euro l’ora con straordinari non pagati che fa si che la gente ci sfrutti..

    Io SONO choosy e sono fiera di esserlo. Purtroppo pero’ me ne sono anche andata, forse ero TROPPO choosy per questo paese.

  2. Quello che più mi infastidisce sono i miei stessi coetanei che mi “riprendono” con sguardo da paternale, quando dico che io le promozioni non le vado a fare. Ho quasi 30 anni, due lauree, una specializzazione e un Master di II livello. Ma perché diavolo dovrei andarle a fare le promozioni?! E questo non è classismo: semplicemente ho investito quasi un decennio nella formazione e nell’accumulo di conoscenze che non hanno a che vedere con le promozioni, neanche un po’. Quindi, no, non le faccio neanche per un giorno. Forse a 20 anni avrebbe avuto senso per pagarmi la pizza il weekend, ma a 30 anni mi pare eccessivo. E cmq non l’ho mai fatto, perché nella vita ci sono i gusti e le scelte annesse. Io ho scelto altro. Se questo è essere Choosy, maledizione come siamo caduti in basso!

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