I nostri diritti per la vita

Il 23 maggio 1978 è stata approvata la legge 194. Legge che depenalizza l’aborto in Italia.
La settimana scorsa a Roma si è tenuta la marcia del “movimento per la vita”.
A guardare le foto di quel corteo ti chiedi se veramente qualcuno ci creda. Insomma sono sempre nani, fasci (ripuliti o meno) e preti con le loro ballerine di corte (che giustamente non partecipano se non pagate).
Non so cosa mi fa irritare di più. Il fatto che qualche politico fallito utilizzi le idee di qualche fondamentalista cattolico (eh si! Perché i fondamentalisti non sono solo islamici) per provare a ridare vita al proprio partito in via di decomposizione. O forse proprio il fatto che ci sia qualcuno che ancora oggi voglia rendere l’aborto illegale… fermo restando che poi è sempre il primo a puntare il dito contro gli estremismi degli altri.
Guarda gli islamici come trattano le donne…
Perché il “movimento per la vita” che idea ha delle donne? Una donna che non può decidere come poter dare al mondo una vita.
Quali donne dovremmo essere?
In Italia la pillola del giorno dopo non può essere farmaco da banco – quella dei 5 giorni dopo non la vogliono nemmeno far entrare in commercio – la pillola abortiva è utilizzata in maniera, a dir poco, residuale.
Non esiste educazione sessuale – i contracettivi sono a pagamento e sono troppo cari – per vedere un ginecologo in tempi ragionevoli devi fare una visita privata – i consultori, se va bene, sono aperti 2 giorni a settimana e sono strutture abbandonate a sé stesse.
Le donne vengono pagate meno, studiano di più, ma fanno più fatica a trovare lavoro. Così tantissime hanno anche smesso di cercarlo un lavoro, oppure lo hanno lasciato dopo il primo figlio.
In Italia si moltiplicano i casi di omicidi e violenze efferate sulle donne da parte di familiari stretti. Contro questa piaga sociale viene, al massimo, firmato qualche lodevole appello.

Abbiamo diritto di scegliere.
Abbiamo diritto di avere dei figli, ma per questo non gravare sui nonni e non rimanere disoccupate.
Abbiamo diritto di non avere quel figlio e rimanere con le nostre tristi lacrime per quella scelta.
Ma questa scelta è nostra, bagnata del nostro dolore e nessuno ce la potrà mai più togliere.
Se volete “lottare per la vita”, cercate almeno di non calpestarla.

 

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