Blockupy Frankfurt

Giornate spese di fronte al computer per aggiornare i social network, cercando di capire cosa stava accadendo a Francoforte.
Di fronte al computer con l’ansia per i tanti amici e compagni arrestati ancor prima delle manifestazioni.
Assurdo:
Pullman bloccati
Treni fermati
Divieti individuali di manifestare
Perquisizioni
Arresti
Sgomberi
A Francoforte, sede della Banca Centrale Europea e cuore finanziario dell’euro, semplicemente, non si può manifestare.

Nonostante tutto, oggi mi sento europea. Ma la mia Europa non si è costruita intorno ad una banca o a una moneta unica. La mia Europa non si perde tra commissioni, consigli, parlamenti, dove non si sa mai chi decide e per chi. La mia Europa non è composta da una Germania forte che incolpa i paesi del sud di essere delle cicale dispendiose. La mia Europa non si legge attraverso degli stereotipi nazionali.
Nelle strade di Francoforte, come a Madrid, ad Atene, a Kiev, c’è dell’altro oltre la crisi.
Sono momenti decisivi e allora vogliamo decidere.
Stanno distruggendo un modello sociale per non darci alcuna alternativa. Continuano a dirci che abbiamo vissuto sopra le nostre possibilità. Viviamo sopra le nostre possibilità perché vogliamo una casa, degli ospedali, delle scuole, delle università, degli asili?
Chi ha vissuto sopra le proprie possibilità? Quelle famiglie greche a cui ora staccate la luce perché non la possono pagare? Gli irlandesi rimasti senza casa? I giovani spagnoli disoccupati? Gli imprenditori suicidi italiani?

Nelle strade di Francoforte oggi scorre la possibilità di vivere una vita diversa: una vita dove ci si incontra per parlare senza necessariamente dover consumare, una vita dove l’economia è fatta anche di imprese e progetti sociali, una vita dove non c’è solo il lavoro, la famiglia e il divertimento.
La mia Europa è fatta di incontri, di lingue diverse che provano a capirsi, di Erasmus, di progetti alternativi che si parlano, di studenti che girano in autostop o con il car polling, di treni lenti che ti permettono di apprezzare il paesaggio, di social network dove condividere idee e sensazioni.
La mia Europa si rimette in gioco continuamente e non si ferma mai.
Per questo le strade di Francoforte saranno brulicanti di persone, di vita, di gioia, di urla, di pianto.
Perché non potete fermarci: siamo noi a essere troppo grandi per poter cascare.

 

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