Affinità e divergenze fra le escort e noi

Lettera aperta verso il 13 febbraio

Liberamente tratto dalle chiacchere di Infosex

Sono una ragazza, siamo le ragazze, di questa Italia berlusconiana.
Siamo cresciute con Non è la rai e Beverly hills, questi programmi in qualche modo hanno plasmato i modelli estetici che ci portiamo dietro. Ci mettiamo i reggiseni, mi metto il reggiseno, faccio la ceretta, vado dall’estetista, e ogni tanto metto anche lo smalto…
Tra me, tra noi, e le ragazze delle notti di Arcore, non passano molti anni. Ho una cosa in comune con loro: non abbiamo nulla. Non abbiamo un lavoro, ma abbiamo studiato tanto per averlo. Non abbiamo garanzie, e vorremo, almeno ogni tanto, lavorare in modo dignitoso.
Però con le escort delle feste del Bunga bunga ho delle cose che non sono in comune. Non ho voglia di spiattellare le mie tette in faccia a tutte le persone che sono importanti. Non ho voglia di mostrare il mio culo negli stacchetti di Striscia la notizia. Non ho voglia di essere considerata una stupida, quando invece sono intelligente e furba, proprio come le escort.
Non abbiamo nulla come generazione. Non avremo una casa di proprietà, se non ce la comprano i nostri genitori, e non tutti possono. Avremo forse dei figli, ma è difficile oggi immaginare come mantenerli. Non sappiamo cosa faremo quando i nostri genitori si ammaleranno.
Nonostante tutte queste incertezze non voglio mettere il mio corpo in mano a 3 settantenni. Nonostante tutte le mie, le nostre, incapacità non voglio affidare a 3 vecchi il mio futuro, solo perché sono brava a spogliarmi…e fidatevi che dopo tutta la televisione che abbiamo visto, siamo tutte brave a spogliarci.
Io il mio futuro ho deciso di costruirlo nelle piazze urlanti di questo paese, non nei palazzi chiusi dove non si sa bene che cosa accade, che essi siano il parlamento della Repubblica o la villa privata di Berlusconi.
Io, noi, siamo giovani, siamo ragazze, siamo carine, siamo belle: ma non siamo le vostre escort.
Nonostante la bassezza a cui ci avete abituato, noi non vogliamo adeguarci alla vostra “normalità”, noi non vogliamo essere mediocri. Non vogliamo vendere la nostra intelligenza per avere 1000, 2000 o 5000 euro, o una casa pagata, per rimanere comunque sotto ricatto ma con una borsa di Gucci. Ma non vogliamo nemmeno abituarci ad una vita di stenti tra stage a 500 euro o part-time di 800 euro al mese, ed una finta borsa di Gucci.
Abbiamo voglia di costruire le nostre relazioni in modo nuovo, bello ed egualitario. Abbiamo voglia di divertirci, eccitarci, godere: ma vogliamo farlo alla pari, senza alcuna subalternità. Siamo stufe di essere considerate sceme perché ragazze, siamo stufe di essere considerate pallose perché parliamo.
Siamo delle ragazze, abbiamo la piena consapevolezza di noi stesse e della potenza dei nostri corpi. Siamo giovani belle e non siamo le vostre escort. Tutta la nostra vitalità ci fa vivere delle relazioni diverse da quelle vissute e raccontante da questa Italia berlusconiana e dalla sua sinistra che fa la moralista.

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