Archive for febbraio, 2011

febbraio 8, 2011

Red is our colour

 

Open Letter towards the women demonstration of 13th February

Freely insipered by the chat with infosex

I’m a girl, we are the girls of this Berlusconian Italy. We grew up with ‘Non e’ la RAI’ and ‘Beverly Hills’, the TV programmes that somewhat moulded the aesthetic models we carry with us. We wear bras, I wear a bra, wax my legs, and use nail varnish sometimes. Not many years separate us from the girls of the nights at Berlusconi’s residence. But one thing we have in common: we have nothing. We have no job but studied for years to have one. We have no guarantees and would like, at least once in a while, to work with dignity.
But the escorts of the Bunga parties are not the same in some respects: I don’t have the desire, when I come across any important person, to throw my tits in their face. I don’t want to wiggle my bum cheeks on television between one satirical news item and the next. I wouldn’t like to be considered as being stupid when, like the escorts, I am actually intelligent and smart.
As a generation, we have nothing. We will not own a house, unless our parents buy us one, and not everyone can. Maybe we will have children, but it’s hard to think of how we’d maintain them. We don’t know what we’ll do when our parents will become ill.
Despite all these uncertainties, I don’t want to put my body in the hands of three 70 year old men. Despite all my and our lack of power, I don’t want to entrust my whole future to the hands of three oldies only because I’m good at stripping … and trust us, after all the TV we’ve watched, we are all good at taking our clothes off. I decided to build my future in the chanting squares of this country, not in the closed palaces where none knows what’s happening, be them theParliament of the Republic or Berlusconi’s private villa.
I, we, are young, we are girls, we are nice, we are beautiful: but we are not your escorts.
Despite the debasement you got us used to, we don’t want to adequate to your ‘normality’, we don’t want to be mediocre. We don’t want to sell our intelligence for 1,000, 2,000 or 5,000 Euros, or paid accomodation, and live under blackmail clasping a Gucci bag. But we don’t even want to get used to a life of privations between an internship for 500 and a part-time job for 800 Euros a month held onto a fake Gucci bag.
We want to build our relations in a new, beautiful and equal way. We want to enjoy ourselves, we want excitement and pleasure: but as equals, not subalterns. We are fed up with being treated as idiots because we are girls, we are fed up of being seen as a bore when we speak up. As girls we are fully aware of ourselves and the power of our bodies. We are young and beautiful, and we are not your escorts. All our vitality allows us to entertain relations that are different from those experienced and told by this Berlusconian Italy and its moralist Left.

febbraio 8, 2011

Affinità e divergenze fra le escort e noi

Lettera aperta verso il 13 febbraio

Liberamente tratto dalle chiacchere di Infosex

Sono una ragazza, siamo le ragazze, di questa Italia berlusconiana.
Siamo cresciute con Non è la rai e Beverly hills, questi programmi in qualche modo hanno plasmato i modelli estetici che ci portiamo dietro. Ci mettiamo i reggiseni, mi metto il reggiseno, faccio la ceretta, vado dall’estetista, e ogni tanto metto anche lo smalto…
Tra me, tra noi, e le ragazze delle notti di Arcore, non passano molti anni. Ho una cosa in comune con loro: non abbiamo nulla. Non abbiamo un lavoro, ma abbiamo studiato tanto per averlo. Non abbiamo garanzie, e vorremo, almeno ogni tanto, lavorare in modo dignitoso.
Però con le escort delle feste del Bunga bunga ho delle cose che non sono in comune. Non ho voglia di spiattellare le mie tette in faccia a tutte le persone che sono importanti. Non ho voglia di mostrare il mio culo negli stacchetti di Striscia la notizia. Non ho voglia di essere considerata una stupida, quando invece sono intelligente e furba, proprio come le escort.
Non abbiamo nulla come generazione. Non avremo una casa di proprietà, se non ce la comprano i nostri genitori, e non tutti possono. Avremo forse dei figli, ma è difficile oggi immaginare come mantenerli. Non sappiamo cosa faremo quando i nostri genitori si ammaleranno.
Nonostante tutte queste incertezze non voglio mettere il mio corpo in mano a 3 settantenni. Nonostante tutte le mie, le nostre, incapacità non voglio affidare a 3 vecchi il mio futuro, solo perché sono brava a spogliarmi…e fidatevi che dopo tutta la televisione che abbiamo visto, siamo tutte brave a spogliarci.
Io il mio futuro ho deciso di costruirlo nelle piazze urlanti di questo paese, non nei palazzi chiusi dove non si sa bene che cosa accade, che essi siano il parlamento della Repubblica o la villa privata di Berlusconi.
Io, noi, siamo giovani, siamo ragazze, siamo carine, siamo belle: ma non siamo le vostre escort.
Nonostante la bassezza a cui ci avete abituato, noi non vogliamo adeguarci alla vostra “normalità”, noi non vogliamo essere mediocri. Non vogliamo vendere la nostra intelligenza per avere 1000, 2000 o 5000 euro, o una casa pagata, per rimanere comunque sotto ricatto ma con una borsa di Gucci. Ma non vogliamo nemmeno abituarci ad una vita di stenti tra stage a 500 euro o part-time di 800 euro al mese, ed una finta borsa di Gucci.
Abbiamo voglia di costruire le nostre relazioni in modo nuovo, bello ed egualitario. Abbiamo voglia di divertirci, eccitarci, godere: ma vogliamo farlo alla pari, senza alcuna subalternità. Siamo stufe di essere considerate sceme perché ragazze, siamo stufe di essere considerate pallose perché parliamo.
Siamo delle ragazze, abbiamo la piena consapevolezza di noi stesse e della potenza dei nostri corpi. Siamo giovani belle e non siamo le vostre escort. Tutta la nostra vitalità ci fa vivere delle relazioni diverse da quelle vissute e raccontante da questa Italia berlusconiana e dalla sua sinistra che fa la moralista.

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