Numeri

La precarietà, la disoccupazione, la crisi non sono solo numeri, ma reali vite vissute.
La disoccupazione giovanile al 20 o al 30% significa giorni, settimane, mesi passate a cercare lavoro senza trovare nulla, senza ricevere risposta, senza accumulare esperienza, senza guadagnare un euro.
Quei piccoli valori percentuali sono centinaia di migliaia di giovani che rimbalzano come palline dentro un meccanismo impazzito, mentre i mercati bruciano miliardi, il debito pubblico sale e lo spread impazzisce.
Tra questi meno e questi più ci sono incastrate le nostre vite.

Non siamo l’incontro tra la domanda e l’offerta, ma siamo il risultato degli incontri e delle esperienze della nostra storia. Siamo giovani spaesati in un’Europa in crisi, dove nessuno è in grado di orientarci verso dei reali e possibili progetti di vita.
L’incertezza è la nostra moneta di scambio e lo è da più tempo dell’euro, la voglia di cambiare il nostro tasso d’interesse, e questo sistema finanziario è ciò che ci rende sempre più indebitati, anche se a noi le banche non presterebbero nemmeno un cent.
Non possiamo comprare una casa.
Non troviamo lavoro.
Le nostre università sono state distrutte.
Il futuro una chimera fuori moda.
Ma dico vi rendete conto che aver finito gli studi al tempo della crisi significa essersi laureato nel periodo più sfigato degli ultimi cento anni!

I nostri sogni, le nostre sofferenze, i nostri desideri, le nostre delusioni non riescono ad entrare nel numero dei posti di lavoro persi in questo ultimo anno, non studiamo e non lavoriamo ma non siamo NEET, le nostre famiglie ci aiutano ma non siamo bamboccioni.
Amiamo, ridiamo e piangiamo e tutto questo non riesce ad entrare nella casella della disoccupazione giovanile…
Non basta contarci per capire quanti siamo, non basta definirci per comprendere chi siamo…
Non siamo solo giovani, non siamo più giovani, saremo per sempre giovani.
Noi viviamo la crisi, voi la contate e basta.

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2 commenti to “Numeri”

  1. Ciao!! Ho scoperto il tuo blog e mi piace molto come scrivi… che dire, ti auguro buona fortuna per il futuro, anche se spesso di fortuna ce ne vuole proprio TANTA! Ricordo un professore che mi diceva “voi siete fortunati, sarete giovani fino a cinquant’anni!”. Eh già, è proprio bello chiedere ancora la paghetta passati gli “anta”!!! Cmq non mollare che prima o poi pure sta crisi finirà! :)

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